lunedì, 31 luglio 2006

Dopo la strage di Qana, Israele ha offerto 48 ore di tregua per consentire operazioni umanitarie. In realtà i bombardamenti non si sono fermati, e nemmeno le azioni via terra hanno subito una pausa. La fragile tregua è stata sconfitta dal rumore di nuove esplosioni. L'esercito e l'aviazione di Tel Aviv continuano e continueranno -stando alle dichiarazioni- per almeno altre due settimane. Anzi già si sussurra che Olmert abbia dato il via libera alla piu' grande operazione militare di terra in Libano da quando sono iniziate le ostilita'.

In sede ONU, Kofi Annan aveva chiesto un documento di "pesante condanna" per l'eccidio dei 37 bambini. Ma gli Stati Uniti hanno fatto muro, vanificando qualsiasi tentativo di risoluzione. Alla fine nel Consiglio di Sicurezza è prevalsa una dichiarazione non vincolante in cui si "deplora con forza la perdita di vite innocenti", senza alcun cenno di condanna (per l'opposizione Usa), e rispetto alla cessazione delle ostilità si è limitato a lanciare un appello "alla fine delle violenze".
Cioè niente di niente. Tutt'altro dall'invocato "cessate il fuoco" o dal "dispiegamento di una forza di interposizione", da tutti i membri - a parole e solo a parole- condiviso. Schizofrenie della politica, perchè quando poi si tratta di decidere, le parole restano relegate alle buone intenzioni e l'esito del voto è immancabilmente un'altro, è il niente, l'immobilismo. Intanto si muore. E sono i civili innocenti le vittime...

Sarò ingenuo, allocco e persino fuori dal mondo: ma cosa impedisce di sedersi intorno a un tavolo e trovare accordi che rispettino il diritto di Israele a vivere senza sentirsi minacciato? cosa nel garantire una patria ai palestinesi? Cosa confligge, quali interessi impediscono all'utopia della pace di trasformarsi in realtà di pace?

Quelli più esperti di me, in ogni intervento e in ogni scritto, si rifanno al realismo. Dicono: per capire bisogna essere realisti, bisogna guardare ai rapporti di forza. Il Medio Oriente è zona strategica, investita da molteplici e complessi interessi: economici, militari, geo-politici. Oggi, aggiungono, è divenuto anche il crocevia di uno scontro di civiltà. Da una parte il mondo occidentale, dall'altra l'Islam. Da una parte la democrazia, dall'altra il fanatismo fondamentalista, il terrorismo dei Bin Laden.
Ma perchè quest'area cruciale è divenuto tutto questo? Il realismo degli esperti, chissà perchè, non ce lo spiega mai e chissà perchè non spiega mai le ragioni che tengono milioni di esseri umani (che, non dimentichiamolo, calpestano una terra dal sottosuolo ricchissimo) vicini alla soglia della sopravvivenza.
Eppure se provassero "i realisti più realisti del re" a fare (ogni volta che parlano e ogni volta che scrivono) due conti su quanto costano le guerre, a quali soluzioni perverrebbero?

Chi lo sa lo dica: quanto costa 1 proiettile di fucile, 1 proiettile di pistola, 1 bomba, 1 granata, 1 mina, 1 missile e quanto 1 fucile, 1 pistola,1 bazooca, 1 mitraglia, 1 carro armato, 1 ricognitore, 1 bombardiere, 1 caccia, 1 elicottero da guerra e quanto 1 sistema lancio missili e quanto  1 batterie laser, e 1 batteria di armi termiche e 1 impianto radar e le navi di ogni ordine e grado,e quanto costa ogni singolo militare al giorno e quanto il mantenimento di armamenti nucleari e batterilogici?
E quanto costa 1 casa distrutta, 1 ponte, 1 scuola, 1 ospedale, 1 fabbrica, 1 bottega, quanto ripulire 1 metro di mare dal petrolio, quanto la distruzione di ogni specie animale e vegetale, quanto 1 acquedotto, 1 centrale elettrica, 1 diga, 1 strada e chi più ne ha ne metta?
E infine, quanto costa 1 vita, la vita di 1 bambino, 1 bambina, 1 ragazzo, 1 ragazza, 1 donna, 1 uomo, 1 vecchio, 1 vecchia? E quanto costa 1 sogno e la distruzione di quel sogno, di quel progetto chiamato Uomo?
Perchè questi conti - gli esperti- non ce li fanno conoscere? Perchè si parla di essere realisti senza riferirsi alla realtà, nascondendo la realtà, quasi la realtà fosse altra cosa da tutto quello che (molto in fretta) ho elencato? (a proposito dall'elenco manca una voce fondamentale. Il guadagno, i ricavi e i profitti, cioè tutto quello che sta nell'altro piatto della bilancia).

Chissà, forse di tutti quei soldi non si dice perchè qualunque esperto non saprebbe pronunciare o scrivere il numero, l'ammontare della somma. Ed io ho chiesto di ciascuna voce  il costo per unità. E chiunque sa che nei conflitti 1 è un numero insignificante,  pari a zero. Eppure basta quello per impazzire...

Lo so, ora, leggendo, i meno ingenui di me si chiederanno perchè ritardo nell'equivalenza soldi spesi per armamenti e guerre, soldi spesi per elevare la qualità e il tenore di vita delle popolazioni del medio-oriente. E' semplice rispondere: io non sono un esperto, non so essere realista, non so calcolare il costo del potere e della follia.
So solo, o almeno mi sembra di saperlo, che dietro la ritrosia a svelare i numeri veri della guerra, c'è la responsabilità e la causa del fallimento della pace.
Vladimir   

postato da: spartaus alle ore 19:07 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1   01 Agosto 2006 - 01:42
 
Caro Vladimir, il tuo scritto mi ha profondamente emozionato, forse perchè anch'io sono -come tu dici di te- "un ingenuo e un allocco".
Spero siano in tanti a leggerti perchè nelle tue parole c'è passione e sofferenza, dolore per la sorte di chi soffre. Ci sono i sentimenti che nel fondo di se stesso ciascuno prova e sente. Sono felice tu non faccia alcuna distinzione, non ti soffermi sul chi è il primo responsabile del conflitto in Libano. Sarebbe risibile di fronte ai morti, a tutti i morti: israeliani, libanesi, palestinesi. Penso nessuno debba smarrire mai l'universalità e la forza dei valori che tu indichi: realizzare quel progetto chiamato Uomo, trasformare il sogno, l'utopia della pace, in realtà di pace. Qualcosa che mai come adasso è essenziale.
Un saluto. Il cronista
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#2   01 Agosto 2006 - 08:39
 
per ogni guerra della storia credo sia possibile chiedersi "Perché non si sono messi intorno a un tavolo, a trovare un qualche accordo ecc.?"
La risposta in qualche modo sta sempre negli interessi economici dei gruppi dirigenti, nell'avidità degli stessi e nel loro credere che attraverso la guerra potrebbero ottenere di più che attraverso il compromesso di pace (potrebbero ottenere "tutto" e di più, perché potrebbero allargare la propria area di influenza e potere, minacciata dalla speculare brama degli altri). Questo per esempio, vale ora sia per gli arabi o gli iraniani, che per gli israeliani e, dietro di loro, gli usa.
Credo che sia così che funzioni la testa umana. Per lo meno così ha funzionato storicamente fino a questo momento.

Quanto ai soldi, va sempre ricordato che oltre al petrolio, c'è la questione delle armi. Gli interessi legati alla produzione di armi. Interessi che, per quanto ci riguarda nell'oggi, coinvolgono personalmente Bush, per esempio (oltre che Cheney).
Per intensificare la produzione di armi, occorre consumarle (distruggerle in campo) sperimentarne di nuove (sempre in campo) ecc. Cosa è meglio di una guerra per fare tutto ciò e intascarne il guadagno?
Fra l'altro, molti di questi attuali dirigenti degli USA si sono dati anche l'interpretazione più vantaggiosa del Cristianesimo: sono seguaci di quelle sette che considerano vicina la fine del mondo e meritorio accelerarla (perché loro, gli eletti, saranno immediatamente rapiti in cielo, mentre gli altri, la grande massa umana di non-eletti o reprobi resterà ancora a soffrire le piaghe descritte nell'Apocalisse).
Non sto scherzando: é letteralmente così.
L'anno scorso ci feci un post che forse potrebbe essere interessante ancora da rileggere.

E il popolo? Il popolo finisce col farsi imbonire, soprattutto se viene bombardato da notizie (vere o false) che suscitano paura. La paura(di perdere qualcosa: i beni, le persone care, la propria vita) porta a comprare una bella pistola e dormirci insieme come con un'amante. Porta a sparare contro le ombre prima di accertarsi se siano amici, nemici o familiari.
Appena poi si comincia a uccidere, la causa che fu di pochi si allarga ai molti. I pacifici, di fronte alla propria casa in macerie e i bambini morti, si infuriano, tutti si fanno combattenti o si schierano ecc.
Ed è fatta.
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#3   01 Agosto 2006 - 11:23
 
Di una lucidità e di una emozionalità impressionante...
Questo svela solo una cosa.. le lobby dei produttori di armi hanno in mano il potere e alimentano le frange estremiste di tutti gli schieramenti.. da qui.. è facile fare in modo che si parli solo ed esclusivamente di vendette, giuste rappresaglie, diritto alla difesa..
Nessuno parla dei costi e nessuno parla come se i bambini sotto le bombe fossero i suoi!
beppone
utente anonimo

#4   03 Agosto 2006 - 09:28
 
Ciao Vlad prima di partire volevo augurarti di passare delle serene vacanze... ci rileggiamo a Settembre.... Ciau....
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categoria:palestina, guerre, controcanto