
Dopo la strage di Qana, Israele ha offerto 48 ore di tregua per consentire operazioni umanitarie. In realtà i bombardamenti non si sono fermati, e nemmeno le azioni via terra hanno subito una pausa. La fragile tregua è stata sconfitta dal rumore di nuove esplosioni. L'esercito e l'aviazione di Tel Aviv continuano e continueranno -stando alle dichiarazioni- per almeno altre due settimane. Anzi già si sussurra che Olmert abbia dato il via libera alla piu' grande operazione militare di terra in Libano da quando sono iniziate le ostilita'.
In sede ONU, Kofi Annan aveva chiesto un documento di "pesante condanna" per l'eccidio dei 37 bambini. Ma gli Stati Uniti hanno fatto muro, vanificando qualsiasi tentativo di risoluzione. Alla fine nel Consiglio di Sicurezza è prevalsa una dichiarazione non vincolante in cui si "deplora con forza la perdita di vite innocenti", senza alcun cenno di condanna (per l'opposizione Usa), e rispetto alla cessazione delle ostilità si è limitato a lanciare un appello "alla fine delle violenze".
Cioè niente di niente. Tutt'altro dall'invocato "cessate il fuoco" o dal "dispiegamento di una forza di interposizione", da tutti i membri - a parole e solo a parole- condiviso. Schizofrenie della politica, perchè quando poi si tratta di decidere, le parole restano relegate alle buone intenzioni e l'esito del voto è immancabilmente un'altro, è il niente, l'immobilismo. Intanto si muore. E sono i civili innocenti le vittime...
Sarò ingenuo, allocco e persino fuori dal mondo: ma cosa impedisce di sedersi intorno a un
tavolo e trovare accordi che rispettino il diritto di Israele a vivere senza sentirsi minacciato? cosa nel garantire una patria ai palestinesi? Cosa confligge, quali interessi impediscono all'utopia della pace di trasformarsi in realtà di pace?
Quelli più esperti di me, in ogni intervento e in ogni scritto, si rifanno al realismo. Dicono: per capire bisogna essere realisti, bisogna guardare ai rapporti di forza. Il Medio Oriente è zona strategica, investita da molteplici e complessi interessi: economici, militari, geo-politici. Oggi, aggiungono, è divenuto anche il crocevia di uno scontro di civiltà. Da una parte il mondo occidentale, dall'altra l'Islam. Da una parte la democrazia, dall'altra il fanatismo fondamentalista, il terrorismo dei Bin Laden.
Ma perchè quest'area cruciale è divenuto tutto questo? Il realismo degli esperti, chissà perchè, non ce lo spiega mai e chissà perchè non spiega mai le ragioni che tengono milioni di esseri umani (che, non dimentichiamolo, calpestano una terra dal sottosuolo ricchissimo) vicini alla soglia della sopravvivenza.
Eppure se provassero "i realisti più realisti del re" a fare (ogni volta che parlano e ogni volta che scrivono) due conti su quanto costano le guerre, a quali soluzioni perverrebbero?
Chi lo sa lo dica: quanto costa 1 proiettile di fucile, 1 proiettile di pistola, 1 bomba, 1 granata, 1 mina, 1 missile e quanto 1 fucile, 1 pistola,1 bazooca, 1 mitraglia, 1 carro armato, 1 ricognitore, 1 bombardiere, 1 caccia, 1 elicottero da guerra e quanto 1 sistema lancio missili e quanto 1 batterie laser, e 1 batteria di armi termiche e 1 impianto radar e le navi di ogni ordine e grado,e quanto costa ogni singolo militare al giorno e quanto il mantenimento di armamenti nucleari e batterilogici?
E quanto costa 1 casa distrutta, 1 ponte, 1 scuola, 1 ospedale, 1 fabbrica, 1 bottega, quanto ripulire 1 metro di mare dal petrolio, quanto la distruzione di ogni specie animale e vegetale, quanto 1 acquedotto, 1 centrale elettrica, 1 diga, 1 strada e chi più ne ha ne metta?
E infine, quanto costa 1 vita, la vita di 1 bambino, 1 bambina, 1 ragazzo, 1 ragazza, 1 donna, 1 uomo, 1 vecchio, 1 vecchia? E quanto costa 1 sogno e la distruzione di quel sogno, di quel progetto chiamato Uomo?
Perchè questi conti - gli esperti- non ce li fanno conoscere? Perchè si parla di essere realisti senza riferirsi alla realtà, nascondendo la realtà, quasi la realtà fosse altra cosa da tutto quello che (molto in fretta) ho elencato? (a proposito dall'elenco manca una voce fondamentale. Il guadagno, i ricavi e i profitti, cioè tutto quello che sta nell'altro piatto della bilancia).
Chissà, forse di tutti quei soldi non si dice perchè qualunque esperto non saprebbe pronunciare o scrivere il numero, l'ammontare della somma. Ed io ho chiesto di ciascuna voce il costo per unità. E chiunque sa che nei conflitti 1 è un numero insignificante, pari a zero. Eppure basta quello per impazzire...
Lo so, ora, leggendo, i meno ingenui di me si chiederanno perchè ritardo nell'equivalenza soldi spesi per armamenti e guerre, soldi spesi per elevare la qualità e il tenore di vita delle popolazioni del medio-oriente. E' semplice rispondere: io non sono un esperto, non so essere realista, non so calcolare il costo del potere e della follia.
So solo, o almeno mi sembra di saperlo, che dietro la ritrosia a svelare i numeri veri della guerra, c'è la responsabilità e la causa del fallimento della pace.
Vladimir

categoria:palestina, guerre, controcanto











